Quo vado?: un tributo alla scienza dove meno te lo aspetti Io c'ero

Ieri ho visto “Quo vado?”, il film di Checco Zalone, e non pensavo proprio di scriverci un post! Come sempre, quando vado a vedere un film al cinema cerco di non farmi influenzare troppo da critiche e recensioni, che evito di leggere in anticipo. Ma in questo caso era pure peggio: il film è stato deciso all’ultimo momento e (non me ne voglia Zalone) non ne sapevo proprio niente! Ho scoperto solo oggi che c’era grande attesa per l’uscita di questo film, che era in preparazione da due anni e che sta già sbancando il botteghino:)

Quo Vado? racconta in modo scanzonato la “fissa” per il posto fisso del protagonista, disposto ad accettare trasferimenti nei luoghi più improbabili pur di non firmare la lettera di dimissioni e rinunciare ai suoi privilegi. Uno di questi luoghi è il Polo Nord ed è il motivo per sto scrivendo questo post: il nostro eroe viene inviato tra i ghiacci artici alla base del Cnr.

Incuriosita da ciò ho approfondito un po’ su Internet e ho scoperto che c’è stata una bella collaborazione tra Luca Medici (in arte Checco Zalone) e i ricercatori del CNR. In un’intervista il comico ha spiegato che lo spunto per il film gli è venuto “guardando al TG un ricercatore del Cnr che si allenava a sparare con il fucile per proteggersi dagli orsi polari, alla base di ricerca Ny-Alesund”.

Il mio obiettivo è far ridere”, ha confermato Zalone, “ho voluto però raccontare con veridicità gli scienziati del Cnr perché rappresentano l’Italia migliore, e sono lì per pochi euro a fare ricerca”.

E il regista Gennaro Nunziante ha sottolineato il desiderio di raccontare di “persone, che probabilmente non si arricchiranno mai, che nella vita fanno un lavoro per la salvaguardia di un ambiente che invece ospita tutti. La nostra grande ambizione era fare un tributo a queste attività e raccontare di un’Italia bella e di cittadini che nutrono ancora un grande ideale”.

Tutto ciò è stata una piacevole scoperta per me! Il film è leggero e divertente, e forse la base del Cnr passerà inosservata per la maggior parte degli spettatori, però il messaggio è positivo e, in modo magari indiretto, presenta aspetti della ricerca e dei ricercatori poco conosciuti.

Non voglio spingermi oltre e caricare il film una valenza divulgativa che non ha, però bravo a Checco Zalone, a tutto il cast e ai ricercatori che hanno collaborato alla realizzazione della pellicola!

L’intervista che ho citato è disponibile online sulla webTV del Cnr.


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