“Faust a Copenaghen”: il debutto a Milano Io c'ero

E’ andata in scena ieri sera, al Teatro Menotti di Milano, la prima di “Faust a Copenaghen”, il nuovo spettacolo di Gabriella Greison. La rappresentazione fa parte di “W la fisica!”, un festival teatrale interamente dedicato alla fisica, ideato e realizzato dalla stessa Greison.

Lo spettacolo è tratto da “Hotel Copenaghen”, l’ultimo romanzo pubblicato dalla vulcanica Gabriella, fisica e scrittrice, che ha già raccolto favore di pubblico e di critica con i bestseller “L’incredibile cena dei fisici quantistici” e “Sei donne che hanno cambiato il mondo” e gli spettacoli teatrali “1927 – Monologo quantistico” (che ho visto e recensito per eventiatmilano) e “Due donne ai raggi X”.

“Faust a Copenaghen” racconta un lato forse poco conosciuto del fisico Niels Bohr, vincitore del premio Nobel nel 1922. Bohr invitava nel suo istituto di Fisica NBI, a Copenaghen, i migliori talenti sparsi in giro per il mondo. Ogni anno creava delle rappresentazioni teatrali per fare esprimere i fisici con la recitazione, onorando le parole di Einstein (di cui era grande amico), secondo cui “i fisici hanno un mondo dentro, per questo gli riesce facile tenere la scena in qualsiasi teatro”.

Lo spettacolo è ambientato nel 1932, quando Bohr allestì una rappresentazione ispirata al Faust di Goethe, ma resa attuale e “contaminata” con le scoperti più recenti della fisica dell’epoca, i battibecchi tra i vari scienziati, i loro vezzi e le loro dispute. La rappresentazione fu intitolata “Faust a Copenaghen”, ed era interpretata da sette fisici: lo stesso Niels Bohr insieme a Werner Heisenberg, Paul Dirac, Wolfgang Pauli, Lise Meitner, Paul Ehrenfest e Max Delbruck. Il pubblico, costituito dai fisici e dagli studiosi presenti all’Istituto di Bohr, assisteva alle rappresentazioni e dava i voti con tre oggetti simbolici (che si vedono nella foto qui sotto): una trombetta, il cui suono significava ottima rappresentazione; un cannone, che sparava per dire che lo spettacolo non era piaciuto; e una statuetta dell’Oscar, attribuita al miglior attore in scena.

bohr copenaghen

L’intreccio tra le vicende intellettuali e gli sviluppi della fisica dei primi decenni del ‘900, da un lato, e l’impegno di questi fisici, al seguito di Bohr, che si improvvisano attori, si prestano al gioco teatrale e si sottopongono al giudizio dei loro colleghi, dall’altro, è molto accattivante. Da queste premesse nasce lo spettacolo messo in scena da Greison, che ricostruisce proprio la rappresentazione del Faust del 1932.

I setti fisici protagonisti sono portati sul palco da quattro grandi attori: Marco Balbi, Marcella Formenti, Alberto Patrucco e Alarico Salaroli. I loro ruoli si alternano per rappresentare di volta i volta gli scienziati del gruppo di Bohr e i personaggi veri e propri dell’opera di Goethe, mentre Gabriella Greison, narratrice fuori campo, tiene le fila del discorso e dà al pubblico le chiavi di lettura per cogliere i dialoghi tra i fisici/personaggi.

Teatro nel teatro, fisica, dispute intellettuali, riferimenti ad Einstein (che va nominato sottovoce), la presenza nascosta ma preziosissima della moglie di Bohr: c’è tanto in questo spettacolo, forse troppo. Si percepisce il grande desiderio di Gabriella Greison di raccontare la fisica, i fisici e il loro lato umano; di condividere non solo le conoscenze scientifiche, ma anche le storie, le vicende divertenti e gli aneddoti più curiosi che ha raccolto a Copenaghen e in giro per l’Europa durante la preparazione dei suoi libri.

Il pubblico rischia di trovarsi un po’ disorientato di fronte a tanti input. Per apprezzare fino in fondo lo spettacolo e coglierne le sfumature bisogna arrivare preparati: conoscere almeno per sommi capi il Faust di Goethe (e fin qui è facile!), ma anche Niels Bohr e i fisici della sua epoca, le loro abitudini e stravaganze. E lasciarsi coinvolgere dal raffinato gioco della parti che viene messo in scena.

Ma il bello di questo spettacolo è il suo essere un work in progress, come spiega Gabriella sul suo sito e al pubblico presente in sala: “i lavori sono ancora in corso, ed è bello rendervi partecipi di questa atmosfera in fase di costruzione (esattamente come faceva Bohr!)”.

Stasera si replica, al Teatro Menotti di Milano, e dopo il Festival Gabriella è in giro per l’Italia con i suoi spettacoli. Qui le prossime date.

©Le immagini sono tratte dal sito di Gabriella Greison

 


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